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| Emma sono
io - Film |
| di
julia |
04.03.2003 |
L'ho
scoperto per caso alla ricerca di un film decente da
vedere. Il tema di questo film ha destato il mio interesse
e incuriosita ho cercato di vederlo, ma con molta difficoltà.
Alla fine, poco tempo fa, finalmente l'ho trovato in
programmazione in una sala cinematografica. Non si tratta
del solito film iper pubblicizzato, a mio avviso ben
realizzato, è sicuramente degno di essere visto,
divertente e intenso. La protagonista è Emma
una giovane pediatra di un piccolo paese di campagna,
politicamente impegnata. E' calma, controllata, equilibrata,
rassicurante. Sobria. Emma prende regolarmente un farmaco
per essere quella che ci si aspetta che sia. Un qualche
medico ha dato un nome al suo inusuale stato emotivo
e lei sa di avere una malattia detta ipomania unipolare.
Si tratta di un tipo di "disturbo dell'umore",
caratterizzato da "eccessiva" esuberanza,
iperattività, a volte momenti di tristezza, più
spesso grande euforia ed esasperata sincerità.
Un disturbo davvero preoccupante per coloro che si trovano
all'improvviso a dover fare i conti con una Emma totalmente
trasformata. Accade infatti un disguido nella farmacia
da cui abitualmente si rifornisce, ed Emma si trova
costretta suo malgrado a sospendere la cura. Quando
il marito e gli amici la vedono un giorno scendere dall'auto
e correre loro incontro
pare che Emma stia affermando
con tutta sé stessa
"ecco, Emma sono
io
": il farmaco ha terminato il suo effetto,
e l'ipomania, anzi...la vera Emma, è tornata.
Ciò che prima le pareva gradevole perché
sobrio, ora è solo
smunto, i colori vivaci
prendono il posto delle deboli tonalità di cui
si vestiva e si circondava sotto l'effetto del farmaco.
Tutto il suo modo di essere e di vestire riflette la
sua vera personalità, ed Emma appare finalmente
una persona "viva". La sua esuberanza trascina,
ma spaventa, la sua lucidità e la sua improvvisa
schiettezza mettono in crisi i finti equilibri delle
persone che le ruotano intorno. C'è l'amico che
scrive libri che non vorrebbe scrivere, l'amica che
sta per sposare un uomo che in realtà non ama,
un padre rassegnato ai sensi di colpa per la morte della
moglie. Emma ha anche un marito con cui condivide un
matrimonio spento, ed arriva anche a conoscere l'amante
del marito, una ragazza che vuole a tutti i costi accontentarsi
di quell'uomo sposato che le riserva briciole di tempo,
oltre che tante bugie.
Tutti ben calati nei loro ruoli e molto impegnati ad
autoconvincersi che quello che sono e che stanno facendo
è esattamente ciò che vogliono.
Dal momento in cui Emma torna ad essere sé stessa,
porta energia e scompiglio. Rompe, con spietata lucidità,
tutti gli schemi che regolano le apparenze nei rapporti
tra le persone. Mette in evidenza a tutti coloro che
ha accanto (oltre che al pubblico in sala) quanto si
viva compiendo spesso scelte dettate solo da convenzioni
e passività, piuttosto che lottare per essere
sé stessi. Ciascuna delle persone "sane"
che Emma ha accanto, dopo i primi istintivi momenti
di rifiuto, impara ad accettare il messaggio che lei,
con la sua destabilizzante "malattia", trasmette
con impeto: avere il coraggio di rischiare per realizzare
quello che davvero conta per ciascuno nella vita, liberarsi
il più possibile da scelte di comodo e da condizionamenti
che inevitabilmente assorbiamo dalla società
o da persone a noi vicine. In sintesi: essere sé
stessi, anche nella diversità e con le proprie
debolezze e insicurezze.
La malattia di Emma è, come molte altre "patologie",
qualcosa che si vuole a tutti i costi curare, ovvero
bloccare e tenere sotto controllo, perché destabilizza
e mette in crisi comodi equilibri di facciata.
"Emma sono io" è un invito ad affermare
la propria personalità con orgoglio e positività;
una ribellione, prima casuale e poi sempre più
cosciente, al doversi sempre e per forza uniformare
alle aspettative altrui, anche a costo di "curarsi".
Emma invece si riscopre più libera e più
felice, malgrado i problemi e le difficoltà.
Anche le crisi che ha scatenato intorno a sé,
con la sua schiettezza e la sua esuberanza, hanno portato
cambiamenti positivi, più coraggio e gioia di
vivere.
Perché a volte è proprio dalle crisi che
si rinasce migliori e più forti. |
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"A volte il sobrio sconfina nello smorto" - Emma
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