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Per una buona legge europea sui farmaci
Dal sito: www.tempomedico.it
- Tempo Medico n. 743 del 6 giugno 2002
Fonte: http://www.tempomedico.it/edit02/edit743.htm
Tempo Medico pubblica la traduzione dallinglese di questa
lettera inviata ai parlamentari europei:
Siamo al corrente che il Parlamento europeo esaminerà
tra non molto una nuova proposta di legislazione riguardante lEMEA
(European Medicines Evaluation Agency). Vorremmo a tal proposito
proporre i nostri commenti e suggerimenti sulla nuova proposta
di legge al fine di renderla più rispondente alle esigenze
della sanità pubblica. Per assicurare il raggiungimento
di questo importante obiettivo, proponiamo le seguenti considerazioni.
Collocazione politica
LEMEA è attualmente posta sotto la giurisdizione
del Direttorato generale dellindustria. Ciò non è
ideale dal punto di vista della salute pubblica e implica indirettamente
che considerazioni politiche e industriali sullo sviluppo e sulla
produzione dei medicinali possano essere ritenute più importanti
del loro effetto sulla salute e sui consumatori. In linea con
i suoi obiettivi dichiarati, lEMEA dovrebbe essere posta
sotto la giurisdizione del Direttorato della sanità pubblica
della Commissione europea.
Composizione del consiglio di amministrazione dellEMEA
Contrariamente a quanto proposto nella nuova legislazione, il
consiglio di amministrazione dellEMEA non dovrebbe includere
rappresentanti dellindustria farmaceutica, poiché
è inevitabile che ciò porti lEMEA a essere
più rispondente ai bisogni dellindustria a spese
delle esigenze di salute pubblica.
Composizione del comitato scientifico
(CPMP, Committee for Proprietary Medicinal Products)
La nuova legislazione prevede un solo rappresentante per nazione,
anziché due, nel comitato scientifico dellEMEA. Si
ritiene tuttavia che ogni stato dellUnione dovrebbe nominare
per il CPMP un esperto indipendente e un rappresentante della
propria agenzia regolatoria nazionale, in modo che sia il punto
di vista scientifico sia quello regolatorio siano adeguatamente
rappresentati.
Finanziamento dellEMEA
I contributi finanziari dellEMEA provengono essenzialmente
da due fonti: un contributo della Comunità europea e i
contributi che le industrie farmaceutiche pagano per la valutazione
dei dossier farmacologici. Il contributo delle industrie per lanno
2000 ha rappresentato il 70 per cento del totale. Questo rapporto
dovrebbe essere modificato al fine di aumentare il livello dindipendenza
dellEMEA dallindustria farmaceutica. Ancor più
importante è però il bisogno di incrementare il
contributo della Comunità, in modo da permettere allEMEA
di migliorare le proprie attività in materia di farmacovigilanza,
di controllo degli studi clinici e di revisione delluso
dei farmaci. LEMEA ha dimensioni ancora molto inferiori
a quelle della Food and Drug Administration statunitense, nonostante
copra una popolazione quasi doppia rispetto a quella degli Stati
Uniti.
Mutuo riconoscimento
La procedura decentralizzata non permette una disponibilità
uniforme dei nuovi farmaci nellUnione europea, in quanto
consente esiti differenti di una stessa procedura nei diversi
stati. E nellinteresse della salute pubblica che tutti
i nuovi farmaci innovativi siano valutati attraverso la procedura
centralizzata.
Studi comparativi
Per la maggior parte delle patologie, i medici hanno già
a disposizione unampia scelta di prodotti da prescrivere.
Pertanto si otterrebbero vantaggi maggiori per la salute pubblica
se si considerasse il valore dei nuovi farmaci rispetto a quelli
già in commercio (sia in termini di efficacia sia di sicurezza),
basandosi su solide prove scientifiche.
Al momento i nuovi farmaci possono essere valutati per la loro
intrinseca qualità, efficacia e sicurezza, senza doverli
confrontare con medicamenti già sul mercato. In quei pochi
casi in cui sono effettuati studi comparativi, lindustria
farmaceutica di solito si accontenta di dimostrare lequivalenza
o la non inferiorità terapeutica dei nuovi farmaci rispetto
a quelli già disponibili. Ne consegue un alto grado dincertezza
sui meriti effettivi del farmaco studiato.
Se la legislazione non cambierà, rimarrà la possibilità
che i nuovi farmaci approvati in Europa siano magari efficaci
e sicuri per sé, anche se in realtà meno efficaci
o sicuri delle alternative già sul mercato. Pertanto, la
nuova legislazione dovrebbe prevedere che, ove possibile, gli
studi clinici siano eseguiti confrontando il farmaco in esame
con il farmaco di riferimento al fine si stabilirne il beneficio
relativo, così come contemplato nella dichiarazione di
Helsinki. La valutazione del beneficio relativo dovrebbe diventare
il criterio cui riferirsi in sede di approvazione dei nuovi farmaci.
Rinnovo delle approvazioni
Secondo la proposta di legge, le approvazioni per lintroduzione
al commercio dei nuovi farmaci avranno una validità illimitata,
in contrasto con lattuale rinnovo richiesto ogni cinque
anni. Ciò precluderà definitivamente la possibilità
di rivalutare il rapporto rischio beneficio dei farmaci in commercio,
il cui ruolo terapeutico potrebbe essere mutato se nel frattempo
farmaci migliori fossero stati introdotti sul mercato o nuove
conoscenze cliniche fossero state acquisite.
Trasparenza delle attività dellEMEA
Durante i suoi anni di attività, la trasparenza dellEMEA
è senza dubbio migliorata, soprattutto con lacquisizione
di nuove regole sul conflitto dinteresse e con la pubblicazione
delle decisioni adottate sul proprio sito internet e attraverso
i comunicati stampa. Tuttavia vi è spazio per ulteriori
miglioramenti, nellinteresse della salute pubblica.
I dossier farmacologici non devono più continuare a essere
interamente riservati. Si riconosce la necessità di mantenere
la piena riservatezza su alcuni aspetti della produzione dei farmaci.
Tuttavia, il fatto stesso che un dossier sia oggetto di valutazione
da parte dellEMEA dovrebbe essere reso noto, e i dati preclinici
e clinici in esso contenuti (fatto salvo il rispetto della privacy)
dovrebbero essere resi accessibili. Ciò consentirebbe un
dibattito più ampio con tutte le parti interessate (medici,
pazienti e associazioni professionali) sui benefici dei nuovi
farmaci, a tutto vantaggio della salute pubblica.
Tutte le opinioni finali del CPMP, siano esse positive o negative,
dovrebbero essere prontamente rese pubbliche. Al momento, la divulgazione
delle opinioni è temporaneamente sospesa per due settimane,
per dare il tempo alle ditte farmaceutiche di appellarsi. Tuttavia,
non vi è alcuna ragione per cui le aziende non possano
opporre appello pubblicamente.
Anche le informazioni sui dossier ritirati dovrebbero essere rese
disponibili. Per evitare una pubblicità negativa al prodotto
e allazienda, in genere le industrie farmaceutiche preferiscono
ritirare i propri dossier prima che il CPMP raggiunga la sua decisione
finale, se prevedono una valutazione negativa. Tuttavia, lopinione
pubblica dovrebbe essere informata almeno del nome del medicinale
in questione, del suo principio attivo, delle indicazioni terapeutiche
e delle ragioni alla base dellopinione negativa del CPMP,
in quanto la conoscenza di eventuali aspetti critici dei nuovi
farmaci aiuterebbe a garantire il loro corretto uso quando raggiungeranno
il mercato. Oltretutto, è di ovvia preoccupazione per la
salute pubblica che questi medicinali possano essere prescritti
lo stesso in alcuni stati dellUnione nellambito di
programmi «compassionevoli», senza che né il
medico né il paziente abbiano avuto accesso ai risultati
della valutazione del CPMP alla base del ritiro del dossier.
Un altro importante elemento di trasparenza riguarda le considerazioni
della minoranza. LEPAR (European Public Assessment Report,
il documento finale che riporta le valutazioni del nuovo farmaco
una volta che ne è approvata la commercializzazione) riporta
se il prodotto è stato approvato per maggioranza o per
consenso dei membri del CPMP, ma non accenna alle obiezioni sollevate
dalla minoranza e al loro punto di vista. Queste informazioni
dovrebbero invece essere riportate nellEPAR e nelle conclusioni
dellopinion del CPMP, a beneficio dei medici che prescriveranno
il farmaco.
Nella nuova legislazione si propone che sia permessa la diffusione
pubblica di informazioni riguardanti i farmaci. Tre patologie
croniche (asma, diabete e AIDS) sono state scelte per un periodo
pilota di cinque anni. Ciò comporterebbe una pressione
inadeguata sui pazienti e sugli stessi medici, già bersaglio
di unintensa attività promozionale da parte dellindustria
farmaceutica. A garanzia dei consumatori, si suggerisce di affidare
solo alle autorità sanitarie nazionali la divulgazione
di uninformazione bilanciata e indipendente.
Tempistica delle valutazioni
Vi è tuttora una forte sproporzione tra il tempo concesso
al CPMP per la valutazione dei nuovi farmaci e quello offerto
alle ditte farmaceutiche nel corso delle procedure di approvazione.
Le ditte possono ritardare e rallentare le procedure, fermarne
lorologio o ritirare il dossier in qualsiasi momento, mentre
il CPMP è costretto a operare in tempi molto stretti, anche
nel caso in cui nuovi dati presentati a procedura iniziata richiederebbero
in realtà unattenta valutazione nellinteresse
della salute pubblica. Nessuna di queste regole è modificata
nella nuova legislazione. Anzi, i tempi cui il CPMP deve sottostare
sono ulteriormente ristretti, il che si ripercuoterà in
senso negativo sulla qualità stessa delle valutazioni.
Ci auguriamo che i commenti qui riportati offrano un contributo
costruttivo al dibattito sulla nuova legislazione, nellinteresse
e a protezione della salute pubblica della Comunità europea.
Desideriamo offrire il nostro pieno supporto e disponibilità
nel caso ci fosse bisogno di ulteriori chiarimenti o ci sia il
desiderio di approfondire queste cruciali tematiche. Si fa presente
che le considerazioni e i punti di vista presentati in questa
lettera dai suoi firmatari non devono essere considerati come
opinioni dellEMEA, del CPMP o di singole autorità
sanitarie nazionali.
I membri del CPMP
Fernando de Andres-Trelles
Silvio Garattini
Lars Gramstad
Magnus Johannsson
Frits Lekkerkerker
Pasqualino Rossi
Cristina Sampaio
Beatriz Silva Lima
Markku Toivonen
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