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LA PSICHIATRIA
COME FALSO SCIENTIFICO
Comitato
di base contro la psichiatria
Il "Comitato di base contro la psichiatria" ha svolto
le sue attività di denuncia delle violenze psichiatriche
in modo particolarmente attivo negli anni dal 1988 al 1992.
E' presente sulla rete anche al sito del Nido
del cuculo.
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http://www.club.it/cuculo |
"La psichiatria è una pseudo-scienza fasulla".
(T. Szasz,
psichiatra americano)
"Secondo me la psichiatria è stata costruita apposta
per eliminare
le persone scomode".
(G. Antonucci, psichiatra, primario
del reparto autogestito di Imola)
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La psichiatria non ha
mai dimostrato l'esistenza delle malattie che afferma di curare. Nonostante
ciò ha sperimentato (e continua a sperimentare) su gente abbandonata
alle sue "cure", metodi e terapie lesive della dignità e dei più elementari
diritti umani: ieri la psicochirurgia, il coma insulinico, l'internamento
in manicomio; oggi ancora l'elettroshock, gli psicofarmaci (vere e
proprie droghe chimiche che a lungo andare danneggiano le funzioni
cerebrali), il trattamento coatto...
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Si può parlare della
psichiatria come di una scienza? La cosa più interessante è che
per dare una risposta a tale domanda non è necessario conoscere e
studiare tutta la psichiatria, ma solo i metodi sui quali sono basati
i suoi studi e le sue diagnosi. Analizzando tali metodi sulla base
dell'epistemologia, o anche solo utilizzando un minimo di conoscenza
scientifica e un po' di buon senso, si scopre puntualmente che i metodi
psichiatrici hanno ben poco a che vedere con quelli di ogni altro
tipo di scienza, sia fisica, sia biologica che medica.
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Esemplare a questo
riguardo l'esperimento
di Rosenham che ha dimostrato l'impossibilità di
diagnosticare la cosiddetta schizofrenia e di distinguere il cosiddetto
"malato di mente" dal cosiddetto "soggetto normale" o pseudopaziente.
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Rosenham era esterrefatto
al pensare che non si riusciva a distinguere il "sano" dal "malato".
Se avesse conosciuto davvero i fondamenti dell'operare scientifico,
i fondamenti dell'epistemologia, avrebbe capito che non potendo
darsi una definizione di "malato mentale", la parola stessa non
ha senso e quindi la malattia mentale non esiste come manifestazione
patologica dell'organismo. Non esiste nessuna base scientifica,
nessun mezzo per distinguere il "malato", il "diverso", dal "normale",
per cui ogni tipo di discriminazione, e quindi di diagnosi della
psichiatria, si riconduce a un giudizio puramente morale, legato
al contesto sociale, ai canoni di normalità accettati da una determinata
società.
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Non esistono per la psichiatria,
infatti, metodi scientifici di diagnosi quali le analisi del sangue,
i raggi x o altre cose del genere. Gli psichiatri "analizzano il comportamento"
e basta. Nelle loro "diagnosi" si leggono spesso locuzioni del tipo
"disturbi del pensiero", "disturbi dell'ideazione". Tutto ciò è semplicemente
a-scientifico, ma anche grottesco: chi si può permettere di giudicare
disturbato il pensiero e il comportamento di un altro? Non per niente
nei regimi comunisti erano definiti pazzi i dissidenti e in Italia
sono stati internati i dissidenti di sinistra, gli anarchici,
gli ecologisti (vedi il caso Sabattini).
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D'altronde sarebbe
ridicolo asserire che solo gli psichiatri possano giudicare se
la loro è una scienza o meno: non sarebbero certo dei giudici
imparziali. Se si lascia agli psichiatri la valutazione sulla
psichiatria, difficilmente essi sputeranno nel piatto in cui mangiano,
anche perché esistono notevoli interessi economici che legano
a filo doppio industrie farmaceutiche e psichiatria. Dire che
dev'essere la psichiatra a giudicare la correttezza della psichiatria
è come dire che dobbiamo lasciare lo stregone a giudicare la correttezza
della stregoneria, il nazista a giudicare la correttezza del nazismo...
Lascereste forse che fosse Agnelli a guidare una commissione per
l'accertamento dei tumori causati dall'inquinamento dei gas di
scarico delle automobili?
fonte: http://www.criad.unibo.it/galarico/psyco/falso.htm
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