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E scattò l'operazione Kildare.Mille truffe, dai camici d'oro di Poggi Longostrevi ai finti medici

in Panorama il 26.02.1999

Fonte: http://www22.mondadori.com/panorama/archivio/26_02_1999/area_2/1281_1.html

Le truffe nella sanità? Storia vecchia, in Italia. Non per nulla il trucco forse più frequente è punito da un Regio decreto del 1934. Il reato si chiama comparaggio e riguarda il medico che accetta denaro o regali allo scopo di agevolare con le sue prescrizioni le vendite di una medicina. Inverosimile? 'Il reato è punito raramente' risponde Teresa Petrangolini, responsabile del Tribunale per i diritti del malato: 'Ma la pratica, purtroppo, è più diffusa di quello che si può credere'.

Molti promotori farmaceutici offrono pranzi, viaggi e regali ai medici che accettano di prescrivere le nuove specialità. Ed esistono denunce dettagliate, che rivelano accordi sottobanco e pagamenti in denaro sonante: le percentuali corrisposte ai medici arrivano fino all'8 per cento per ogni pezzo prescritto. Un libro appena pubblicato, Camici e pigiami (Laterza), accusa un promotore farmaceutico ligure Ð indicato con il soprannome di Brontolo Ð di effettuare perfino accurati controlli su ogni farmacia della sua zona: ogni volta che il numero delle medicine prescritte non è sufficiente, Brontolo invia collaboratori dai medici per convincerli a fare di più.

Pratiche da ancien règime. Più moderni i trucchi impiegati da Giuseppe Poggi Longostrevi, medico del Centro di medicina nucleare di Milano. La magistratura, nel maggio 1997, aveva accertato che il centro truffava lo Stato incassando somme enormi per prestazioni mai eseguite. Al medico sono stati sequestrati beni per 60 miliardi di lire, mentre oltre 130 medici coinvolti nella truffa sono stati sospesi dall'Ordine. Lui, Poggi, è stato radiato. Ma il processo è ancora in corso.

Dal 1995, inoltre, la Sanità non si basa più sui rimborsi per giornate di degenza, ma sono entrati in vigore i Drg (riquadro a pagina 45), un sistema basato sulle prestazioni effettuate, che vengono rimborsate dalle Regioni. Da allora la truffa ospedaliera ha dovuto attrezzarsi in maniera più sofisticata, ed è l'informatica che detta legge.

L'ultimo scandalo milanese, che ha coinvolto primari e amministratori dell'ospedale San Raffaele, è partito dall'inchiesta sulla Multimedica, la clinica privata di Daniele Schwarz che secondo l'accusa avrebbe alterato proprio i codici informatici dei Drg, ottenendo rimborsi per diagnosi e interventi mai eseguiti. Tra gli indagati, un abile consulente di software, Cesare Candela, che avrebbe messo a punto un programma per modificare la documentazione clinica allo scopo di gonfiare i rimborsi.

Si calcola che i falsi, nel settore della sanità, valgano oltre 2 mila miliardi l'anno. Si falsifica di tutto: invalidi, ricettari, medici. A Roma, nel giugno 1997, la procura aveva scoperto che chirurghi compiacenti certificavano malattie e infortuni inesistenti. Una slogatura veniva risarcita come grave frattura dalle assicurazioni e pagata con 80 milioni. Maria Lorefice, invece, era il primario modello dell'azienda sanitaria di Ragusa: mai un ritardo, mai un'assenza. Peccato che la dottoressa Lorefice non sia mai esistita. Lo hanno scoperto solo quando chi l'aveva creata, un impiegato con il pallino dell'informatica (e che percepiva lo stipendio della dottoressa fantasma), si è autodenunciato.

A Castellammare di Stabia, nel luglio '97, era scoppiata un'epidemia infantile: malattie come il morbo celiaco colpivano con preoccupante frequenza, oltre 200 casi in un mese. Ma i bambini erano sanissimi, mentre alcuni medici e farmacisti lucravano (2 miliardi in pochi mesi) sui rimborsi della Usl. La truffa si è conclusa con 70 tra indagati e arrestati: i carabinieri, con amara ironia, l'hanno chiamata 'operazione dottor Kildare'.


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