Data di pubblicazione: 07/09/2004
Antidepressivo a minorenni: Glaxo se la
cava con 2,5 mln $
Raggiunto un accordo che chiude il procedimento per frode avviato
dal Procuratore generale di New York. Ma ora arrivano le denunce
dei genitori
La multinazionale farmaceutica britannica GlaxoSmithKline
(GSK) ha accettato di pagare 2,5 milioni di dollari allo Stato
di New York in cambio della chiusura della causa avviata nei suoi
confronti, con l’accusa di frode, dal Procuratore generale
di New York, Eliot Spitzer.
Glaxo si è impegnata anche a pubblicare sul web tutti
i risultati degli studi clinici (clinical trial data) sui propri
farmaci.
La causa contro Glaxo era stata avviata il 2 giugno scorso e
contestava alla compagnia farmaceutica l’occultamento
degli studi che riportavano l’inefficacia e gli effetti
negativi dell’utilizzo del farmaco antidepressivo Paxil,
commercializzato in Europa con il nome di Seroxat, su bambini
e adolescenti.
Nell’annunciare l’accordo raggiunto con la Procura
di New York, Glaxo ha ribadito di giudicare “infondate”
le accuse mosse nei suoi confronti, affermando di aver accettato
di pagare 2,5 milioni di dollari per evitare gli alti costi e
la perdita di tempo necessari per difendersi in una causa che
si fosse protratta nel tempo.
Dopo l’iniziativa di Spitzer, il 10 giugno Glaxo aveva
pubblicato sul proprio sito tutti gli studi sul Paxil che era
stata accusata di aver occultato. Il 18 giugno aveva annunciato
l’intenzione di fare altrettanto per tutti i farmaci commercializzati
dalla compagnia.
Nel commentare l’accordo raggiunto, il Procuratore Spitzer
ha espresso soddisfazione, affermando che esso “impegna
GSK a rispettare un nuovo standard di trasparenza sugli studi
concernenti i suoi farmaci, uno standard che assicura l’accesso
di dottori e pazienti a tutte le informazioni scientifiche disponibili,
in modo che i medici possano prescrivere cure appropriate ai propri
pazienti. Dichiarandosi disponibile a pubblicare sia gli studi
positivi, sia quelli negativi, sulla sicurezza e l’efficacia
dei suoi farmaci, GSK si pone come esempio per l’intera
industria farmaceutica”.
Glaxo, da parte sua, ha usato l’ironia, dichiarandosi “compiaciuta
che il Procuratore generale ritenga che il Clinical Trial Register,
che abbiamo sviluppato, possa fornire informazioni utili alla
comunità medica e scientifica. Riteniamo – prosegue
il comunicato – che l’iniziativa di GlazoSmithKline
di lanciare questo registro sia un passo responsabile nell’assicurare
trasparenza ai nostri clinical trial data”.
La soddisfazione della compagnia appare giustificata. Infatti,
2,5 milioni di dollari sono poca cosa rispetto all’obiettivo
che il Procuratore generale di New York si era prefissato, e cioè
la restituzione dei profitti ottenuti da Glaxo attraverso la prescrizione
di Paxil a minori, nonché il loro risarcimento. La stima
della multa possibile si aggirava sui 400 milioni di dollari.
Tuttavia, ora la multinazionale farmaceutica si trova a dover
affrontare le cause che, sulla scia dell’iniziativa di Spitzer,
le stanno intentando diversi genitori di minorenni a cui è
stato somministrato l’antidepressivo, dalle quali potrebbe
derivare anche una class action.